Si sta muovendo qualcosa nel piccolo mondo di Sara.
Ho una gran voglia di fare che ancora non so bene come incanalare, ma sento che ci siamo.
A poco a poco vedo tutto più chiaro, non mi sento più confusa e spaventata come qualche mese fa, forse stavolta ci siamo davvero, forse questa è veramente la volta buona per prendere in mano il mio futuro e farlo finalmente MIO!
Voglio far sapere al mondo che esisto e anche se mi sento un pulcino bagnato in certe occasioni, non devo lasciare che le emozioni prendano troppo il sopravvento, devo essere più lucida nelle mie scelte.
Mi sento positiva, voglio dimostrare agli altri e soprattutto a me stessa che valgo e che sono in grado di raggiungere i miei obiettivi.
In questo periodo in cui la maggior parte degli amici sembrano essere svaniti quasi tutti, anche quelli che proprio non ti aspettavi, sto ritrovando me stessa, una ragazza che non ha bisogno degli altri per essere felice, ma che riesce a realizzarsi grazie alle proprie risorse.
Sto imparando che anche le piccole esperienze lavorative e i piccoli guadagni mi stanno aiutando a raggiungere quello che voglio.
Nella vita non ho mai pensato al "tutto e subito", ora però lo sto provando sulla mia pelle.
Ci sono voluti anni prima di questo: ho passato momenti bui, confusi, di ripensamenti, forse certi pensieri potevano essere evitati, ma alla fine sono serviti a schiarirmi le idee.
Mi sono aggirata per questi ultimi mesi intorno alla mia Isola senza capire come raggiungerla, calcolavo la strada migliore, i tempi, i venti favorevoli, mettevo in conto possibili tempeste o maremoti che avrebbero potuto far rovesciare la barca. Ora il percorso giusto c'è, i venti ogni tanto cambiano, ma quale vento non cambia?
Cerco solo di mantenere il mio viaggio costante, positivo e sereno...è tutto ciò che desidero.
quando ero piccola c'era "il mio primo diario"....ora ho questo! un misto di impressioni, recensioni, umori del giorno.
7 aprile 2014
5 marzo 2014
Come mi sento
"Allora ti sei laureata! In che cosa? Ah...e che lavoro potresti fare con la tua laurea?"
"Che sbocchi lavorativi hai con Scienze della comunicazione?"
"Fammi un esempio di quali lavori potresti fare con questa laurea..."
"Il lavoro? Come va? Trovato qualcosa?"
"Stai ancora cercando lavoro? Su cosa sei più orientata?"
"Ma che lavoro ti piacerebbe fare?"
"Stai cercando lavoro solo inerente agli studi o un po' di tutto?"
"Eh..d'altronde..è dura per tutti...non c'è lavoro"
"Non hai ancora trovato? Ma fai qualche lavoretto o proprio disoccupata?"
"Il lavoro c'è, vedrai che lo troverai, lo trovano tutti, basta accontentarsi"
"E' dura in sto periodo...con la crisi che c'è e voi giovani siete dimenticati da tutti.."
"Non farti buttare giù da questi uccellacci, basta cercare e si trova!"
"Hai provato a lasciare il curriculum in quell'azienda?"
"Sai che a X stanno cercando? Lasciagli il curriculum, o spedisciglielo!"
"Prova a vedere su questo sito, ci sono delle offerte per X"
"Devi provare a lasciarglielo di persona, in X stanno cercando"
"Dai un occhio in X che hanno pubblicato delle offerte"
Forse è paranoia pura, ma ho come la sensazione che in questo periodo la gente sia monotematica.
Quello che più mi scoccia è che ci si mettano di mezzo anche completi sconosciuti a farmi il faccino del "oh, quanto mi dispiace".....oh, quanto vorrei tirarti un pugno sul grugno!
Pubblica, nudo, crudo e puro!
"Che sbocchi lavorativi hai con Scienze della comunicazione?"
"Fammi un esempio di quali lavori potresti fare con questa laurea..."
"Il lavoro? Come va? Trovato qualcosa?"
"Stai ancora cercando lavoro? Su cosa sei più orientata?"
"Ma che lavoro ti piacerebbe fare?"
"Stai cercando lavoro solo inerente agli studi o un po' di tutto?"
"Eh..d'altronde..è dura per tutti...non c'è lavoro"
"Non hai ancora trovato? Ma fai qualche lavoretto o proprio disoccupata?"
"Il lavoro c'è, vedrai che lo troverai, lo trovano tutti, basta accontentarsi"
"E' dura in sto periodo...con la crisi che c'è e voi giovani siete dimenticati da tutti.."
"Non farti buttare giù da questi uccellacci, basta cercare e si trova!"
"Hai provato a lasciare il curriculum in quell'azienda?"
"Sai che a X stanno cercando? Lasciagli il curriculum, o spedisciglielo!"
"Prova a vedere su questo sito, ci sono delle offerte per X"
"Devi provare a lasciarglielo di persona, in X stanno cercando"
"Dai un occhio in X che hanno pubblicato delle offerte"
Forse è paranoia pura, ma ho come la sensazione che in questo periodo la gente sia monotematica.
Quello che più mi scoccia è che ci si mettano di mezzo anche completi sconosciuti a farmi il faccino del "oh, quanto mi dispiace".....oh, quanto vorrei tirarti un pugno sul grugno!
Pubblica, nudo, crudo e puro!
18 novembre 2013
Considerazioni #2
La vita è così...
ti fa capire le cose come vuole lei. Basta un piccolo evento, una frase, una cosa che hai visto per far cambiare tutto e rimestare di nuovo nel calderone della tua vita.
Allora cominci a considerare cos'hai fatto, cosa sta cambiando di te.
Tutto, forse troppo.
Il fidanzato, l'amore della tua vita, colui che ti ha reso la persona piena e felice che sei oggi...ti sta anche, non per sua volontà, facendo diventare più debole e insicura.
"Sei il mio appiglio", "sei la mia roccia", "non saprei cosa fare senza di te"...e cazzo, è vero.
Talmente legata e involontariamente succube, bisognosa di affetto e di attenzioni positive, di incoraggiamento e amore incondizionato da perdere di vista i tuoi obiettivi personali, i tuoi sogni li stai mettendo in secondo piano per raggiungere il vostro sogno..ma il tuo, quando lo vuoi raggiungere?
Non sei una casalinga, non sei felice di fare la mogliettina anni 50 che cucina, stira e lava con il sorriso sulle labbra, può durare qualche mese, ma poi ti viene il magone e butteresti tutto dalla finestra, lo sai...e allora che cazzo ti succede? Dov'è finita la grinta, la voglia di indipendenza?
Ti senti sola, amareggiata, triste, spaesata? Certo, lo so, ma reagisci!
Piantala di fare affidamento sui tuoi genitori, quelli stanno invecchiando e non ci capiscono una mazza del tuo disagio, non riescono mancono a leggertelo in volto, a volte addirittura fanno finta di niente, si aspettano che sia tu a fare il primo passo verso di loro...e basta! Basta con sti primi passi dei figli, muovano il culo anche i genitori se vogliono!
E' forse il periodo più di merda della mia vita, talmente di merda che è il primo post che riempio di parolacce, ma non me ne frega niente, sono frustrata, arrabbiata, nervosa, sclerotica, confusa e felice allo stesso tempo!
Sono una bomba che sta per esplodere, a cui viene in continuazione accesa e spenta la miccia.
Sono totalmente incapace di intendere e di volere, ma minchia quanto vorrei cominciare a intendere e a volere, soprattutto volere!
Voglio fare le mie scelte in libertà, voglio non dover più far dipendere me stessa dagli altri, voglio anche godermi i miei 24 anni perchè fanculo, si hanno 24 anni una volta sola.
Voglio vivere felicemente con il mio fidanzato e nello stesso tempo capire cosa voglio IO.
IO.
IO.
IO.
Non sono una persona troppo egoista, ma sono stufa di mettere SEMPRE gli altri davanti a me.
Ora gli altri si facciano da parte, non vi butto via, vi scanso solo leggermente, io ci sarò sempre per voi ma capitemi quando non vorrò nessuno tra le palle, perchè in quei momenti avrò bisogno di pensare a ME.
Daniele se leggi sappi che ti amo, ti amo da impazzire, non sto incolpando te o nessun'altro di quello che sto diventando, solo me stessa..tu sei la cosa più bella che potesse capitarmi, talmente bella che a volte mi sembra tutto un sogno! Ti amo e non vedo l'ora di stare io e te...ma dammi prima il tempo per capire cosa voglio, ti amo.
ti fa capire le cose come vuole lei. Basta un piccolo evento, una frase, una cosa che hai visto per far cambiare tutto e rimestare di nuovo nel calderone della tua vita.
Allora cominci a considerare cos'hai fatto, cosa sta cambiando di te.
Tutto, forse troppo.
Il fidanzato, l'amore della tua vita, colui che ti ha reso la persona piena e felice che sei oggi...ti sta anche, non per sua volontà, facendo diventare più debole e insicura.
"Sei il mio appiglio", "sei la mia roccia", "non saprei cosa fare senza di te"...e cazzo, è vero.
Talmente legata e involontariamente succube, bisognosa di affetto e di attenzioni positive, di incoraggiamento e amore incondizionato da perdere di vista i tuoi obiettivi personali, i tuoi sogni li stai mettendo in secondo piano per raggiungere il vostro sogno..ma il tuo, quando lo vuoi raggiungere?
Non sei una casalinga, non sei felice di fare la mogliettina anni 50 che cucina, stira e lava con il sorriso sulle labbra, può durare qualche mese, ma poi ti viene il magone e butteresti tutto dalla finestra, lo sai...e allora che cazzo ti succede? Dov'è finita la grinta, la voglia di indipendenza?
Ti senti sola, amareggiata, triste, spaesata? Certo, lo so, ma reagisci!
Piantala di fare affidamento sui tuoi genitori, quelli stanno invecchiando e non ci capiscono una mazza del tuo disagio, non riescono mancono a leggertelo in volto, a volte addirittura fanno finta di niente, si aspettano che sia tu a fare il primo passo verso di loro...e basta! Basta con sti primi passi dei figli, muovano il culo anche i genitori se vogliono!
E' forse il periodo più di merda della mia vita, talmente di merda che è il primo post che riempio di parolacce, ma non me ne frega niente, sono frustrata, arrabbiata, nervosa, sclerotica, confusa e felice allo stesso tempo!
Sono una bomba che sta per esplodere, a cui viene in continuazione accesa e spenta la miccia.
Sono totalmente incapace di intendere e di volere, ma minchia quanto vorrei cominciare a intendere e a volere, soprattutto volere!
Voglio fare le mie scelte in libertà, voglio non dover più far dipendere me stessa dagli altri, voglio anche godermi i miei 24 anni perchè fanculo, si hanno 24 anni una volta sola.
Voglio vivere felicemente con il mio fidanzato e nello stesso tempo capire cosa voglio IO.
IO.
IO.
IO.
Non sono una persona troppo egoista, ma sono stufa di mettere SEMPRE gli altri davanti a me.
Ora gli altri si facciano da parte, non vi butto via, vi scanso solo leggermente, io ci sarò sempre per voi ma capitemi quando non vorrò nessuno tra le palle, perchè in quei momenti avrò bisogno di pensare a ME.
Daniele se leggi sappi che ti amo, ti amo da impazzire, non sto incolpando te o nessun'altro di quello che sto diventando, solo me stessa..tu sei la cosa più bella che potesse capitarmi, talmente bella che a volte mi sembra tutto un sogno! Ti amo e non vedo l'ora di stare io e te...ma dammi prima il tempo per capire cosa voglio, ti amo.
4 settembre 2013
Barcelona, mon amour!
Queste vacanze estive sono state le più belle in assoluto: hanno permesso a me ed al mio fidanzato di viaggiare, scoprire posti nuovi, nuovi usi e nuova gente.
Abbiamo imparato a cavarcela lontani da casa, a stare per una settimana senza telefono cellulare (del tutto inutilizzabile per internet, costosissimo per telefonate).
Ci siamo goduti una vacanza in spiagge tranquille e pacifiche, senza resse e calca tutt'intorno a noi.
Abbiamo fatto bagni in un mare pulitissimo e limpido.
Più di ogni altra cosa, abbiamo lasciato (soprattutto io) i nostri cuori nella città più bella e stramba che abbiamo mai visto: Barcellona!
Sfortunatamente abbiamo girato pochissimo, ma ne è valsa la pena. Abbiamo scoperto una realtà simile a Milano, ma molto più vivace, in cui contemporaneo, liberty e modernismo convivono assieme senza stridere tra loro.
Musei a iosa, case da visitare a bizzeffe..a causa del tempo scarso siamo riusciti a visitarne solo una, la Casa Batllò, costruita e ideata da Gaudì, un'insieme armonioso di linee curve, vetri colorati e colori tenui.
La Sagrada Familia è stata irraggiungibile, davanti a noi una coda chilometrica che ci ha fatto perdere ogni voglia di visitarla, con nostro grande dispiacere, perchè le cartoline con gli interni ci hanno fatto rimanere di sasso.
E poi le Ramblas, che tu all'inizio le vedi e pensi "sì, sarà come girare per un corso Vittorio Emanuele a Milano"...errore madornale, perchè i colori, le forme, anche la semplice disposizione ondulata delle mattonelle a simulare una pavimentazione rialzata fanno perdere completamente il paragone.
I quartieri di Barcellona restano il cuore intoccato della città, senza per questo perdere in bellezza.
Si respirava un'atmosfera così diversa...io ho viaggiato da turista, ma è come se in quei giorni avessi perso completamente il senso del tempo e dell'ora, spesso ci ritrovavamo a guardare l'orologio e a dire "già le 6???".
Si sentiva nell'aria un senso di leggerezza allucinante, nemmeno i milanesi in vacanza a Milano sono così rilassati..correre? Ma chi ha voglia di correre? Io avevo solo voglia di camminare, passeggiare, fermarmi ad ogni particolare, anche al più stupido, per assaporare ogni centimetro della città e poterlo portare a casa con me, chiuderlo nel cassettino della memoria e poterlo riaprire tutte le volte che si presenterà una giornata storta o triste...e improvvisamente la leggerezza, i sorrisi e quell'atmosfera così rilassata e felice mi faranno stare subito meglio.
Abbiamo imparato a cavarcela lontani da casa, a stare per una settimana senza telefono cellulare (del tutto inutilizzabile per internet, costosissimo per telefonate).
Ci siamo goduti una vacanza in spiagge tranquille e pacifiche, senza resse e calca tutt'intorno a noi.
Abbiamo fatto bagni in un mare pulitissimo e limpido.
Più di ogni altra cosa, abbiamo lasciato (soprattutto io) i nostri cuori nella città più bella e stramba che abbiamo mai visto: Barcellona!
Sfortunatamente abbiamo girato pochissimo, ma ne è valsa la pena. Abbiamo scoperto una realtà simile a Milano, ma molto più vivace, in cui contemporaneo, liberty e modernismo convivono assieme senza stridere tra loro.
Musei a iosa, case da visitare a bizzeffe..a causa del tempo scarso siamo riusciti a visitarne solo una, la Casa Batllò, costruita e ideata da Gaudì, un'insieme armonioso di linee curve, vetri colorati e colori tenui.
La Sagrada Familia è stata irraggiungibile, davanti a noi una coda chilometrica che ci ha fatto perdere ogni voglia di visitarla, con nostro grande dispiacere, perchè le cartoline con gli interni ci hanno fatto rimanere di sasso.
E poi le Ramblas, che tu all'inizio le vedi e pensi "sì, sarà come girare per un corso Vittorio Emanuele a Milano"...errore madornale, perchè i colori, le forme, anche la semplice disposizione ondulata delle mattonelle a simulare una pavimentazione rialzata fanno perdere completamente il paragone.
I quartieri di Barcellona restano il cuore intoccato della città, senza per questo perdere in bellezza.
Si respirava un'atmosfera così diversa...io ho viaggiato da turista, ma è come se in quei giorni avessi perso completamente il senso del tempo e dell'ora, spesso ci ritrovavamo a guardare l'orologio e a dire "già le 6???".
Si sentiva nell'aria un senso di leggerezza allucinante, nemmeno i milanesi in vacanza a Milano sono così rilassati..correre? Ma chi ha voglia di correre? Io avevo solo voglia di camminare, passeggiare, fermarmi ad ogni particolare, anche al più stupido, per assaporare ogni centimetro della città e poterlo portare a casa con me, chiuderlo nel cassettino della memoria e poterlo riaprire tutte le volte che si presenterà una giornata storta o triste...e improvvisamente la leggerezza, i sorrisi e quell'atmosfera così rilassata e felice mi faranno stare subito meglio.
18 aprile 2013
Cosa mi fa star bene..
Dopo la brutta aria che ha tirato giorni fa su questo blog, mi sembra doveroso riemergere con un post più lucido e più felice.
Gli amici a volte ti sorprendono e riescono a darti la carica, anche con semplici parole a cui magari tu avevi pensato, ma non con la stessa intensità.
Ancora una volta sono le semplici parole che mi fanno riflettere (grazie, di cuore...).
Da qualche tempo ho un leggero, ma proprio leggeeero senso di inadeguatezza di fronte a questo mondo, che mi vuole adulta e superresponsabile, possibilmente in giacca e cravatta e con un modo di parlare a metà strada tra il serio e lo stronzo (ops, ho detto una parolaccia).
Forse non è il mio posto, la sento quella cacchio di scrivania che mi guarda e mi dice che quello è il mio posto..beh cara scrivania, forse tra qualche anno sarò pronta, non ora.
Se avessi seguito il cuore tre anni fa, oggi sarei con un bel grembiulone azzurro, circondata da 20 bimbi vocianti, ridenti e urlanti, ma sono stata stupida e ho ascoltato la testa.
Mi rendo conto anche che una vita di rimpianti non è vita...quindi, cosa mi vieta di cercare un lavoro che mi faccia star bene? Sono davvero, DAVVERO costretta a seguire questa strada? Certo il pensiero dell'università pagata dai miei mi fa dire di sì, ma non appena cerco tutti quei "visual merchandiser of the world" e "instant editor graphic" mi gira la testa..sia perchè tutto quell'inglese fa girare le balle, sia perchè non è quella la mia strada.
Oggi, in data 18 aprile, mi impegno a capire la mia strada, a smetterla di autocommiserarmi troppo, a godermi questa piffero di vita con il mio fidanzato, la mia famiglia e i miei VERI amici....pian piano ce la farò! So di ingranare più tardi degli altri, ma alla fine ingrano!!
Gli amici a volte ti sorprendono e riescono a darti la carica, anche con semplici parole a cui magari tu avevi pensato, ma non con la stessa intensità.
Ancora una volta sono le semplici parole che mi fanno riflettere (grazie, di cuore...).
Da qualche tempo ho un leggero, ma proprio leggeeero senso di inadeguatezza di fronte a questo mondo, che mi vuole adulta e superresponsabile, possibilmente in giacca e cravatta e con un modo di parlare a metà strada tra il serio e lo stronzo (ops, ho detto una parolaccia).
Forse non è il mio posto, la sento quella cacchio di scrivania che mi guarda e mi dice che quello è il mio posto..beh cara scrivania, forse tra qualche anno sarò pronta, non ora.
Se avessi seguito il cuore tre anni fa, oggi sarei con un bel grembiulone azzurro, circondata da 20 bimbi vocianti, ridenti e urlanti, ma sono stata stupida e ho ascoltato la testa.
Mi rendo conto anche che una vita di rimpianti non è vita...quindi, cosa mi vieta di cercare un lavoro che mi faccia star bene? Sono davvero, DAVVERO costretta a seguire questa strada? Certo il pensiero dell'università pagata dai miei mi fa dire di sì, ma non appena cerco tutti quei "visual merchandiser of the world" e "instant editor graphic" mi gira la testa..sia perchè tutto quell'inglese fa girare le balle, sia perchè non è quella la mia strada.
Oggi, in data 18 aprile, mi impegno a capire la mia strada, a smetterla di autocommiserarmi troppo, a godermi questa piffero di vita con il mio fidanzato, la mia famiglia e i miei VERI amici....pian piano ce la farò! So di ingranare più tardi degli altri, ma alla fine ingrano!!
15 aprile 2013
Sentirsi come sul ciglio di un trampolino
Ok, è ufficiale, sono andata, confusa e sinceramente disorientata!
Pensavo e speravo che queste sensazioni sarebbero arrivate tra qualche settimana, non a sei giorni dalla laurea!
Mi guardo intorno alla ricerca di un lavoro e...oddio è terribile, terribile, ma possibile che solo io non ci capisca una mazza di niente? Possibile che schiere di ragazzi laureati trovano lavoro, sanno come e cosa cercare, ci provano e io debba sempre restare due passi dietro gli altri?
Niente, non ce la faccio, apro una finestra e mi piglia il panico, un panico allucinante leggendo tutti quei requisiti, tutti quei lavori in cui io, porca vacca, non mi ci riesco proprio a trovare!
Non ce la faccio, leggo, sto attenta, cerco di capire, ma non è il mio mondo, non questo, possibile?
Dov'è finito l'entusiasmo trascinatore di due giorni fa? Possibile che si sia già spento?
Ecco, è come se mi trovassi su un trampolino, pronta per saltare...ma qualcosa mi blocca, non riesco a saltare, forse il trampolino è troppo alto, forse l'acqua sembra troppo profonda, forse potrei farmi male cadendo...così continuo a rimanere su quel trampolino.
Scelgo di scendere, insomma, chi me lo fa fare di starci se tanto ho paura a saltare? Ma non posso...non posso più scendere, ormai ci sono, non mi sono lasciata molto dietro, solo una scaletta.
Allora aspetto...l'ispirazione, il momento decisivo, una spinta, non so cosa aspetto....so che alla fine ci sarà chi mi curerà le ferite se la caduta sarà dolorosa, o che mi lancerà un salvagente se mi sentirò affogare, o che sarebbe anche capace di accorciare le gambe di quello stupido trampolino.
Come si fa però quando la diretta interessata rimane come paralizzata su quello stupido trampolino?
Dio, quanto avrei voluto rimanere alla base di quella stupida scaletta...
Pensavo e speravo che queste sensazioni sarebbero arrivate tra qualche settimana, non a sei giorni dalla laurea!
Mi guardo intorno alla ricerca di un lavoro e...oddio è terribile, terribile, ma possibile che solo io non ci capisca una mazza di niente? Possibile che schiere di ragazzi laureati trovano lavoro, sanno come e cosa cercare, ci provano e io debba sempre restare due passi dietro gli altri?
Niente, non ce la faccio, apro una finestra e mi piglia il panico, un panico allucinante leggendo tutti quei requisiti, tutti quei lavori in cui io, porca vacca, non mi ci riesco proprio a trovare!
Non ce la faccio, leggo, sto attenta, cerco di capire, ma non è il mio mondo, non questo, possibile?
Dov'è finito l'entusiasmo trascinatore di due giorni fa? Possibile che si sia già spento?
Ecco, è come se mi trovassi su un trampolino, pronta per saltare...ma qualcosa mi blocca, non riesco a saltare, forse il trampolino è troppo alto, forse l'acqua sembra troppo profonda, forse potrei farmi male cadendo...così continuo a rimanere su quel trampolino.
Scelgo di scendere, insomma, chi me lo fa fare di starci se tanto ho paura a saltare? Ma non posso...non posso più scendere, ormai ci sono, non mi sono lasciata molto dietro, solo una scaletta.
Allora aspetto...l'ispirazione, il momento decisivo, una spinta, non so cosa aspetto....so che alla fine ci sarà chi mi curerà le ferite se la caduta sarà dolorosa, o che mi lancerà un salvagente se mi sentirò affogare, o che sarebbe anche capace di accorciare le gambe di quello stupido trampolino.
Come si fa però quando la diretta interessata rimane come paralizzata su quello stupido trampolino?
Dio, quanto avrei voluto rimanere alla base di quella stupida scaletta...
10 aprile 2013
La mia laurea
Ebbene sì.
Anche io, finalmente, faccio parte di questa categoria: sono una laureata in Scienze della comunicazione.
Dopo un cammino lungo, difficile, fatto di gioie e dolori, sono arrivata alla fine di un percorso durato tre anni.
Sono bastati dieci minuti, forse quindici di discussione...ed ero fuori! Forse, col senno di poi, avrei spiegato meglio quel concetto, forse mi sarei dovuta incespicare meno, forse avrei dovuto essere più sicura, le classiche insicurezze...ma a modo mio, tuttavia buono e dignitoso, mi sono portata a casa un 97 che proprio non mi aspettavo!
L'adrenalina e l'emozione di ieri lasciano spazio ai mille dubbi e interrogativi che mi faccio oggi: da che parte comincio? Non sono più una studentessa, eppure mi ci sento ancora...come combattere questa sensazione?
Il ricordo alle lezioni, ai disegnini stupidi, ai caffè, ai pranzi è ancora vivido, sembrava fosse passata un'eternità, invece oggi mi rendo conto di quanto il tempo sia volato veloce e di quante emozioni non rivivrò più...certo, le amicizie non si distruggono, quelle rimangono nel tempo...ma tutta la mia vita da universitaria è un capitolo del passato (sarà giusto poi chiamarlo passato? In fondo è passato solo un giorno!).
Ricordo ancora la primissima volta che entrai in Ateneo: quanto ero emozionata! Il cortile, le aule, i ragazzi con le loro tracolle e i libri sottomano che correvano da una parte all'altra, o che semplicemente si concedevano una pausa con gli amici! Guardando quella scena pensavo: "Non vedo l'ora di vivere queste cose anche io!", volevo sentirmi universitaria fino in fondo....forse qualcosa andò storto perchè una studentessa lo ero, ma non mi sono mai sentita universitaria fino in fondo, forse per colpa della poca voglia di crescere, forse dei troppi film americani che ho guardato.
Le amicizie, quelle continueranno a seguirmi, anche se non seguiamo più le stesse lezioni, anche se ognuno di noi ha scelto un percorso diverso, tra chi ha scelto di continuare la magistrale e chi di fermarsi alla triennale.
Vi voglio bene, a tutti, non potevo chiedere amici più splendidi di voi.
Per tre anni siete stati la mia roccia, la spalla su cui piangere, la compagnia con la quale scherzare e uscire, con ognuno di voi si è creato un rapporto speciale e unico.
Vi ringrazio, anche se non tutti leggeranno queste mie parole, sappiate che vi adoro, dal profondo del mio cuore.
Anche io, finalmente, faccio parte di questa categoria: sono una laureata in Scienze della comunicazione.
Dopo un cammino lungo, difficile, fatto di gioie e dolori, sono arrivata alla fine di un percorso durato tre anni.
Sono bastati dieci minuti, forse quindici di discussione...ed ero fuori! Forse, col senno di poi, avrei spiegato meglio quel concetto, forse mi sarei dovuta incespicare meno, forse avrei dovuto essere più sicura, le classiche insicurezze...ma a modo mio, tuttavia buono e dignitoso, mi sono portata a casa un 97 che proprio non mi aspettavo!
L'adrenalina e l'emozione di ieri lasciano spazio ai mille dubbi e interrogativi che mi faccio oggi: da che parte comincio? Non sono più una studentessa, eppure mi ci sento ancora...come combattere questa sensazione?
Il ricordo alle lezioni, ai disegnini stupidi, ai caffè, ai pranzi è ancora vivido, sembrava fosse passata un'eternità, invece oggi mi rendo conto di quanto il tempo sia volato veloce e di quante emozioni non rivivrò più...certo, le amicizie non si distruggono, quelle rimangono nel tempo...ma tutta la mia vita da universitaria è un capitolo del passato (sarà giusto poi chiamarlo passato? In fondo è passato solo un giorno!).
Ricordo ancora la primissima volta che entrai in Ateneo: quanto ero emozionata! Il cortile, le aule, i ragazzi con le loro tracolle e i libri sottomano che correvano da una parte all'altra, o che semplicemente si concedevano una pausa con gli amici! Guardando quella scena pensavo: "Non vedo l'ora di vivere queste cose anche io!", volevo sentirmi universitaria fino in fondo....forse qualcosa andò storto perchè una studentessa lo ero, ma non mi sono mai sentita universitaria fino in fondo, forse per colpa della poca voglia di crescere, forse dei troppi film americani che ho guardato.
Le amicizie, quelle continueranno a seguirmi, anche se non seguiamo più le stesse lezioni, anche se ognuno di noi ha scelto un percorso diverso, tra chi ha scelto di continuare la magistrale e chi di fermarsi alla triennale.
Vi voglio bene, a tutti, non potevo chiedere amici più splendidi di voi.
Per tre anni siete stati la mia roccia, la spalla su cui piangere, la compagnia con la quale scherzare e uscire, con ognuno di voi si è creato un rapporto speciale e unico.
Vi ringrazio, anche se non tutti leggeranno queste mie parole, sappiate che vi adoro, dal profondo del mio cuore.
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